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UN PASSO DOPO L’ALTRO
La verità è che non possiamo incolpare nessuno se le cose non sono
andate come desideravamo. Ho accettato dei compromessi, per paura o
per sopravvivenza non saprei dirlo, ma questo è stato il mio errore,
perché mi hanno allontanata da me stessa e quando me ne sono accorta
non sapevo cosa fare. Non potevo più andare avanti, ma indietro non si
torna…mi sentivo paralizzata. Quella che vedevo allo specchio non ero io,
sapevo solo che continuare su quella via non era un’ opzione praticabile.
La rabbia è stata la molla. Ne avevo accumulata così tanta verso me
stessa che non faceva che esplodere in continuazione verso tutti,
soprattutto verso le persone a cui volevo più bene. La sentivo arrivare
come un’ onda che cresce e trascina tutto, ma non riuscivo a fermarla. Un
Presa consapevolezza del malessere non potevo più far finta di nulla, era
arrivato il momento di deporre la maschera. Mi odiavo. Ma da qualche
parte dovevo ricominciare, mi dicevo che se la vita mi aveva dato una
seconda possibilità qualcosa di buono doveva pur esserci.
“Un passo dopo l’altro continua a danzare…fai del tuo meglio…adesso sei
stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per
questo i tuoi piedi si bloccano…Danzare è la tua unica possibilità”.
Le parole di uno dei miei libri preferiti continuavano a rimbombarmi nella
testa. Ho iniziato a danzare con piccoli passi, piccoli gesti di cura, parole
gentili, ricordarmi di respirare quando sembrava che l’aria fosse troppo
densa, gratitudine, fermarmi ad ammirare la bellezza, la mia musica
preferita. No, non è stato facile ci sono voluti anni per trasformare quei
piccoli gesti in nuove abitudini, spesso mi ritrovavo bloccata e dovevo
ricominciare, ma avevo trovato un modo, il mio e volevo continuare,
volevo tornare a respirare a pieni polmoni.
Scrivere era la mia cosa preferita, raccontarmi attraverso le parole,
cesellare i pensieri, fare chiarezza. Erano anni che non lo facevo, da
quando quei compromessi mi avevano tolto la voglia di sognare e di
credere nel futuro e avevo iniziato semplicemente a sopravvivere. Ma una
volta che inizi a percorrere la via della trasformazione non puoi più
fermarti, sapevo che da qualche parte quella passione per la scrittura
esisteva ancora, avevo provato a cercarla ma senza risultati, poi un giorno
per gioco una porta si è spalancata all’ improvviso lasciando entrare la
luce e permettendo a tutte le parole che erano rimaste in gola per anni di
uscire. Avevo affrontato la notte dell’anima e inizio a intravedere la luce